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senza perdere la tenerezza

siamo realisti, esigiamo l'impossibile...
July 03

Fiocco rosa per l'uomo incinto. Thomas ha partorito una bimba.

 
Usa, Beatie aveva cambiato sesso ma ha conservato i genitali femminili
La moglie, che non può avere figli, lo ha aiutato nell'inseminazione artificiale
"Un figlio non è un desiderio femminile, né maschile. E' un bisogno umano"
 



WASHINGTON - L'uomo incinto ha partorito una bambina. Thomas Beatie, il transgender che aveva fatto molto parlare di sé negli ultimi mesi, ha dato alla luce una bambina domenica. La notizia è stata diffusa dalla Abc news. Il parto, avvenuto nell'ospedale di Bend, nell'Oregon, è stato naturale. "La bambina sta bene ed è molto graziosa" ha affermato una fonte dell'emittente americana.

Beatie, 34 anni, hawayano, ha cambiato sesso legalmente dieci anni fa, quando il suo nome era ancora Tracy Lagondino. Un'operazione chirurgica in cui si era fatto rimuovere il seno e una lunga terapia ormonale, hanno cambiato il suo aspetto estetico, che adesso è quello di un uomo. Nonostante questo, aveva scelto di mantenere gli organi genitali femminili, per potere partorire un figlio. L'annuncio della gravidanza, diffuso lo scorso aprile, lo ha reso celebre in tutto il mondo.

E' stata la moglie Nancy, 45 anni - che non poteva più avere figli perché aveva subito un'isterectomia - ad aiutare Beatie a rimanere incinta. La tecnica è stata quella dell'inseminazione artificiale. Quando i due hanno preso la decisione, nessuna clinica aveva accettato di assisterli. Per questo l'operazione è stata fatta in casa con una siringa e lo sperma di un donatore esterno. La prima volta è rimasto incinta di due gemelli ma era una gravidanza extrauterina: ha perso i feti e una tuba di falloppio. Al secondo tentativo tutto è andato per il meglio. "Avere un bambino non è un desiderio femminile, né maschile - aveva dichiarato Beatie - E' un bisogno umano. Sono una persona e dunque ho diritto ad un figlio biologico".
 
Marco Grasso
 
 
July 02

Umberto Eco: "La minoranza ha il dovere di manifestare"

 
Umberto Eco ha inviato questa lettera a Furio Colombo, Paolo Flores d'Arcais, Pancho Pardi, promotori della manifestazione dell'8 luglio in Piazza Navona.

Cari Amici,
mentre esprimo la mia solidarietà per la vostra manifestazione, vorrei che essa servisse a ricordare a tutti due punti che si è sovente tentati di dimenticare:

1) Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare.

2) Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia.
 
Umberto Eco
 
July 01

Villaggio globale

 
Berlusconi. La Lega. Il papa. La tv. Il bullismo. I rom. L'intolleranza. L'Italia di oggi vista dal grande comico. Colloquio con Paolo Villaggio
 
In alcune scuole medie quest'anno hanno suggerito 'Il secondo tragico libro di Fantozzi' come lettura per le vacanze. Fantozzi ha quarant'anni: esordì come 'Fantocci' a 'Buona domenica' nel 1968.
I libri di Fantozzi hanno venduto due milioni e mezzo di copie: più di Moravia, e forse del 'Gattopardo'; i suoi film hanno incassato quanto una fabbrichetta del Nord-est. "Fantozzi è indicativo della situazione italiana oggi.", commenta Paolo Villaggio, ex flâneur-fancazzista da Riviera di Ponente, 75 anni a settembre.

Furio Colombo (Pd) ha evocato Fantozzi in Parlamento come la vittima sacrificale del parastato che quand'è sotto schiaffo ne fa oggetto di mobbing per lavarsi la coscienza. Il ministro Renato Brunetta (Pdl) vuole invece eliminare Fantozzi, le sue brache larghe, la radiolina e la 'Gazzetta' letta di nascosto nell'orario di lavoro...

Ma Fantozzi è l'unica vera maschera comica inventata in Italia dal dopoguerra: è il cognato, il vicino, il collega, non è mai chi lo cita. È come Arlecchino: il voltagabbana dai mille colori è sempre un altro. Dunque è come se Brunetta si fosse messo in testa di eliminare le albicocche o i fichi fioroni.

Allora Villaggio, cosa succede a Fantozzi? Dobbiamo lodarlo o siamo qui per seppellirlo?
"Brunetta non ce la farà mai. I fannulloni, frustrati, annoiati, pur di non far niente che tanto niente cambia, usano tattiche di guerriglia sperimentate e raffinate. È impossibile stanarli. Già quando uno è assunto, quelli che hanno 4 o 5 anni di ergastolo impiegatizio gli insegnano come agire. In ufficio ti fai una fidanzatina, una collega di classe inferiore che anche lei non sa che ci fa lì, la corteggi, lasci il posto di lavoro ma posi la giacca sulla sedia. Chiama il capo e lei: 'C'è, ma è fuori stanza. Vedo la giacca'. Dopo un po' il superiore, un fannullone pure lui, un frustrato, che non vuole rogne e noie, ha fatto la sua piccola carriera, cerca di non fare un cazzo, s'è scordato perché ti ha chiamato e lascia perdere. Milioni di animatori girano per le stanze: sono i barzellettieri, quelli che sanno il colmo di tutto, i depositari di luoghi comuni. Terribili. Altri dormono in archivio. Io scalavo un cornicione, attraversavo una fabbrica di bandiere, salivo in Lambretta e andavo al mare. Un unico rischio: che il superiore mi assaggiasse la pelle e scoprisse il salmastro...".

Sono passati 40 anni. Qualcosa sarà cambiato. O forse ha ragione Brunetta.
"La situazione è peggiorata. A quei tempi c'era fiducia in quella cultura: ho un lavoro, mi annoio, ma sono felice di questa condizione. Erano mansueti. Semmai si chiedevano come mai, pur con la macchina, la tv, le vacanze, qualcosa non quadrava: per esempio un Roma-Ostia in nove ore. La società dei consumi imponeva di esser soddisfatti, e se non lo erano si autoaccusavano. Pensavano di non essere all'altezza, di rappresentare un'anomalia. Leggendo i 'Fantozzi' si sono accorti che la colpa non era loro, ma della cultura in cui vivevano. Da qui l'enorme popolarità del personaggio".

E allora cos'è successo?
"Hanno tutti una malattia gravissima: la paura di essere invisibili, perché l'importante è apparire. Ed è impossibile stanarli. Si travestono tutti da giovani: hanno gli orecchini, i capelli all'insù, all'ingiù, gli anelli al naso, i calzoni strappati anche a 40 o 50 anni. E sono ancora esclusi e quindi più incazzati. Cominciano dall'infanzia: vedi il bullismo dei bambini in quinta elementare che picchiano i maestri, le bambine che graffiano le colleghe carine. Vedi la curva allo stadio. È inutile dire che sono dei teppisti. È gente comune, indistinguibile nel vestiario, nel parlare, è sparito l'italiano e si esprimono tutti in uno strano romanesco. Di loro si parla solo quando fanno casino, si scontrano negli autogrill. Quando vedono 5 mila poliziotti per fermarli sono contenti: fanno notizia, ci sono".

Una volta Fantozzi era ulivista.
"Sì, perché la sinistra gli garantiva di poter fare i fannulloni senza esser cacciati a bastonate, neanche se li fotografavano mentre saccheggiavano le valigie all'aeroporto. Ora la middle class, dopo aver sbaragliato la classe operaia, ha fagocitato anche Fantozzi. Ma è quella depressa, coccolata dalla televisione dove il consenso si ottiene abbassando via via il livello delle idee: vedi la fortuna di Celentano e Mike Bongiorno. Gli intellettuali da tv sono più sottili di ogni fascismo perché hanno ereditato dalla televisione l'autorità della loro mediocrità. I leghisti tipo Calderoli, o giù di lì, fanno impressione in questo senso: piccola mediocre ignorantissima borghesia. Fantozzi ha dunque il mito di Berlusconi che non è un intellettuale, è un fichista, un barzellettiere, è ricco; spera, Fantozzi, di andare anche lui nudo un giorno o l'altro sulla barca di Briatore, e se non ce la fa s'incazza. Vota Lega".
 
Appena dieci anni fa per Fantozzi Bossi era un nonsenso.
"Oggi Fantozzi diffida delle nuove classi emergenti, ha paura di zingari, rumeni, Islam, chador. La Lega gli promette quello che ha promesso Hitler ai tedeschi in Germania che si sbarazzarono degli ebrei senza dare nell'occhio. Ma già il clima è che, quando vedi una barca con 40 morti gonfi, è meglio. La tendenza è questa, e tra un paio d'anni spareranno a vista quando si avvicinano queste barche sgangherate, sennò la flotta a che serve?. Ma credo che quelli della Lega non siano capaci, e neanche la camorra che va a rubare negli accampamenti rom. Patetici! Dovrebbero richiamare i nipoti di quelli là, dei nazisti. Dir loro: avete i campi belli pronti, Auschwitz, Dachau, Mauthausen. Ci vanno i turisti, ma voi sapete come rimetterli in funzione".

Ora sta riducendo per il teatro (esordio a ottobre) la sua 'Storia della libertà di pensiero'. L'argomento è un classico: i processi a Socrate, Gesù, un Colombo entusiasta per le terga di Isabella di Castiglia, Giordano Bruno, Savonarola, Galileo. Per tutti la stessa trama: il libero pensiero schiacciato dal Potere, la Chiesa cattolica.
"Certo. È stata la più grande forza reazionaria della storia, contraria a qualsiasi tipo di scoperta, evoluzione, originalità che scalfisse la sua autorità: la terra è piatta e il sole ci gira intorno, roba così. Galileo per non esser bruciato vivo dovette ammettere d'essersi sbagliato in tutto".

Lo ha scritto per risarcire le vittime?
"No, per istinto anticlericale".

Si prende una bella libertà: Cristo ne vien fuori un matto.
"Io sono il Messia, dice... E dice pure che non solo sua madre è vergine, ma che un arcangelo è andato a trovarla. Poi io sono figlio di Dio, e infine io sono Dio. Quindi era da manicomio. I preti di allora, il Sinedrio, l'hanno messo in croce insieme a 40 altri condannati..."

Come, 40?
"Le crocifissioni si facevano in gruppo. Lui, che era squilibrato, urla 'Elì Elì, Lamà Sabactani'. Il soldato Longino l'ha ammazzato con un colpo di lancia perché disturbava la morte degli altri. Primo esempio di morte per disturbo".

E questo papa?
"Si è imbufalito per non essere stato messo tra le prime cento personalità del mondo. Lui, così vanitoso, sempre con la mitria. L'altro, il 'Santo Subito' Wojtyla, aveva un vantaggio: era un buon attore, fingeva di essere gobbo e buono, e viaggiava, e viaggiava, anche se non ha mai mosso la Chiesa di un millimetro. Questo è molto elegante, ha un accento che se si veste da SS con quella faccia fa svenire tutti gli ebrei che incontra. È inutile che s'incazzi. La retorica della povertà è quella che ha vinto sempre: San Francesco a piedi nudi, Ghandi vestito da paria, Teresa di Calcutta in sandali. Se vuol salire in classifica, si metta un saio da francescano, impari l'arabo e vada a Gaza a fare un discorso".

Non ha paura d'essere scomunicato?
"Non mi hanno scomunicato ed è un'offesa maggiore. Non mi hanno considerato né rischioso né un pericolo. Per loro il mio libro sulla libertà di pensiero è robetta non nociva".
 
June 30

L'ultima intervista a Paolo Borsellino

 
 
 
June 29

Gli oncologi si farebbero la chemio?

 
Domanda molto importante, perché è giusto sapere cosa farebbero i medici oncologi - quelli che usano ogni giorno i chemioterapici su altre persone - se avessero loro un tumore.
Nel marzo del 2005 al Senato australiano è stata presentata una “Inchiesta sui servizi e sulle opzioni di trattamento di persone con cancro”, prodotta dal Cancer Information & Support Society, del St. Leonards di Sydney. 

Secondo tale inchiesta, alcuni scienziati del McGill Cancer Center di Montreal in Canada, inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un questionario per determinare quale grado di fiducia nutrissero nelle terapie da loro applicate, nel caso essi stessi avessero sviluppato la malattia.
Risposero 79 medici e 64 di loro non avrebbero acconsentito a sottoporsi ad un trattamento che contenesse Cisplatino (un chemioterapico molto utilizzato a base di platino). Mentre 58 dei 79 reputavano che tutte le terapie sperimentali in questione fossero inaccettabili a causa dell'inefficacia e dell'elevato grado di tossicità!
Un risultato eclatante: l’81% degli oncologi intervistati, in caso di tumore, non si farebbero somministrare un chemioterapico, mentre il 73% di loro reputano addirittura le “terapie sperimentali inaccettabili per l’elevato grado di tossicità”.
Anche se il numero di oncologi intervistati non è molto elevato, ognuno tragga le proprie conclusioni…
 

Costi dei trattamenti oncologici

Considerando i due principali strumenti terapeutici nelle mani degli oncologi (chemio e radio), vediamo il costo di un tumore oggi in Italia.  
Attualmente sappiamo esserci in Italia 1,7 milioni di ammalati e oltre 270.000 nuovi malati ogni anno (in America ogni anno i nuovi malati di cancro sono 1.372.910 (4).

La conclusione, senza entrare troppo nel dettaglio, è la seguente: il tumore in Italia (solamente tra chemio e radio, escludendo quindi chirurgia, costi di degenza, farmaci vari, apparato medico e infermieristico, i soldi fagocitati dalle industrie per la ricerca, ecc.) è indubbiamente una delle patologie più costose, non solo in termini di vite umane, ma soprattutto dal punto di vista economico.

In Appendice del libro sono stati appositamente pubblicati, oltre una ventina di “bugiardini” di chemioterapici con i loro effetti collaterali devastanti (foglietti illustrativi), anche i costi ufficiali (dichiarati dalle rispettive case di produzione) dei più diffusi chemioterapici in circolazione, per rendersi conto di quello che è stato appena detto.
Un qualsiasi tumore trattato con chemio e radioterapia (ad esclusione della chirurgia i cui costi sono paragonabili a quelli della chemioterapia), costa al Sistema sanitario nazionale svariate centinaia di migliaia di euro.
Un solo paziente oncologico.

Sembra impossibile, ma è proprio così.
Una testimonianza esemplare è stata pubblicata dal settimanale “Gente” poco tempo fa. 
Si tratta della vicenda di Gennaro De Stefano, un uomo normalissimo, che nel suo “Diario di un malato di cancro” ha provato a comporre la “lista della spesa” per la sua malattia.
Dopo aver consultato medici e fotocopiato le fustelle dei farmaci, ha messo insieme tutte queste informazioni.
Il suo calvario è iniziato con due interventi chirurgici (biopsia più operazione alla vescica) e una degenza di 22 giorni, per un totale di 30.000 euro
Il primo ciclo di chemio è costato 9.000 euro e 1.500 euro spesi per ogni TAC effettuata (ne ha fatte oltre 20).
«Un ciclo completo di cocktail chemioterapici partiva da alcune migliaia di euro per arrivare anche a 50 mila euro al mese per ogni paziente».
«Durante la chemioterapia, che, com’è noto, fa abbassare i globuli bianchi e quelli rossi (tralasciando la quantità impressionante di medicinali di sostegno per lo stomaco, l’intestino, la fatica, la nausea, il vomito e via cantando), occorre sottoporsi a cure ormonali che aiutino la crescita dei globuli bianchi. Di solito si fanno tre o quattro iniezioni che costano una 1.500 euro, le altre 150 euro ognuna. Arriva poi l’Epo, l’ormone diventato famoso come doping dei ciclisti, che costa dai 500 ai 1.000 euro a iniezione. Di queste bombe ne avrò fatte, fino a oggi, una quarantina».

Ha dovuto eseguire la radioterapia (6.000 euro); un nuovo intervento chirurgico per alcune metastasi (9.000 euro); di nuovo radioterapia, ecc.
Risultato: la Sanità pubblica ha pagato per il sig. De Gennaro, circa 200.000 euro.
Questo che avete appena letto, purtroppo, è l’iter seguito dalla stragrande maggioranza dei malati oncologici.
Moltiplicate questa cifra per il numero dei malati vecchi e nuovi, e capirete dal risultato che forse per qualcuno - e dico forse - non c’è convenienza nel trovare la soluzione definitiva ad una patologia che sviluppa centinaia di miliardi di euro ogni anno in Italia.
Ogni anno la “lobbies del cancro” - solamente con i nuovi ammalati (270.000 persone), e supponendo che tutti entrino nei percorsi terapeutici - movimenta una cifra superiore a 54.000.000.000 di euro.
Cinquantaquattro miliardi di euro ogni anno per un trattamento oncologico.

Se a questi ci aggiungiamo tutte le persone ammalate di cancro oggi in Italia (1 milione e 700 mila), che ripetono i trattamenti, che necessitano di trapianto di midollo, che muoiono nonostante, o per colpa delle terapie, ecc., tale cifra, come detto prima, raggiungerà i centinaia di miliardi di euro. 
Pensate all’industria della morte, meglio nota come “imprese funebri”.
Ogni anno sono 162.000 le persone che muoiono per cancro in Italia (dati Istat).
I costi per un servizio funebre privato (pagato dalle famiglie) vanno da un minimo di 2.155 euro (Roma) a un massimo di 3.575 euro (Milano)
a persona. Facendo una media più che ragionevole di 3000 euro…il ‘lutto per cancro’ (funerale, epigrafi, fiori, trasporto, organizzazione) sottrae alla società 486.000.000 di euro. Tutti gli anni inesorabilmente.
Pensate nel mondo intero…

Ecco cosa riporta il “bugiardino” (pubblicato assieme agli altri in appendice) di uno dei più usati chemioterapici: la Doxorubicina della Ebewe Italia Srl.

DOXORUBICINA
 
Multinazionale: Ebewe Italia srl
Principio attivo: Doxorubicina
Concentrato per soluzione iniettabile per infusione
Categoria terapeutica: Antracicline

Effetti controindicati:
- Gravi aritmie acute sono state descritte durante o poche ore dopo la somministrazione;
- Una mielosoppressione grave può provocare insorgenza di emorragia e superinfezioni, e costituisce una indicazione alla riduzione o alla sospensione della Doxorubicina;
- Esiste un rischio accertato di sviluppo di cardiomiopatia indotta dalle antracicline e dipendente dalla dose cumulativa;
- Il rischio di insufficienza cardiaca nei pazienti neoplastici trattati con Doxorubicina persiste per tutta la vita;
- Può potenziare la tossicità della radioterapia e di altre terapie anti-neoplastiche;
- Neoplasie benigne e maligne;
- Il verificarsi di una leucemia mieloide acuta secondaria;
- Il danno del tratto gastrointestinale può indurre ad ulcera, emorragia e perforazione;
- La Doxorubicina è altamente irritante e lo stravaso nella sede dell’infusione può provocare dolore locale, irritazione, infiammazione, tromboflebiti, che possono causare un’ulcera grave e necrosi della cute.

SMALTIMENTO: Il personale che manipola la Doxorubicina deve indossare indumenti protettivi: occhiali, camici, maschere e guanti monouso. Tutti gli articoli usati per la somministrazione e la pulizia, inclusi i guanti, dovranno essere posti in appositi sacchi per rifiuti ad alto rischio, per l’incenerimento ad alte temperature.

Le fuoriuscite o le perdite di soluzione devono essere trattate con ipoclorito di sodio diluito che preferibilmente va lasciato agire per tutta la notte e a cui va fatto seguire un risciacquo con acqua.

Edito su DISINFORMAZIONE

Tratto dal libro “CANCRO SPA: leggere attentamente le avvertenze prima dell’uso” di Marcello Pamio

June 27

Se io fossi San Gennaro

 
Se io fossi san Gennaro non sarei così leggero
Con i miei napoletani io m'incazzerei davvero
Come l'oste fa i conti dopo tanto fallimento
Senza troppi complimenti sarei cinico e violento
 
Vorrei dire al costruttore del centro direzionale
Che ci può solo pisciare perché ha fatto un orinale
Grattacieli di dolore un infarto nella storia
Forse e' solo un costruttore che ha perduto la memoria
 
Nei meandri dei quartieri di Madonne e di sirene
Paraboliche ed antenne sono aghi nelle vene
E nei vicoli dei chiostri di pastori e vecchi santi
Le finestre anodizzate sono schiaffi ai monumenti
 
E' come sputare in faccia ai D'angiò agli Aragona
Cancellare via le tracce di una Napoli padrona
E' lo sforzo di cagare dell'ignobile pappone
Sulle perle date ai porci da Don Carlo di Borbone
 
E' perciò che mi accaloro coi politici nascosti
Perché solamente loro sono i veri camorristi
A cui Napoli da sempre ha pagato la tangente
E qualcuno l'ha incassata con il sangue della gente
 
E per certi culi grossi il traguardo e' la poltrona
E per noi poveri fessi basta solo un Maradona
E il miracolo richiesto di quel sangue rosso chiaro
Lo sa solo Gesù Cristo che quel sangue e' sangue amaro
 
Lo sa il Cristo ch'e' velato di vergogna e di mistero
Da quel nobile alchimista principe di San Severo
E con lui lo sa Virgilio il sincero Sannazzaro
Giambattista della Porta che il colpevole e' il denaro
 
E nessuno dice basta per il culto della festa
E di Napoli che resta sotto gli occhi del turista
Via i vecchi marciapiedi che hanno raccontato molto
Pietre laviche e lastroni seppelliamoli d'asfalto...
...l'appalto
 
Ma non posso più accettare l'etichetta provinciale
E una Napoli che ruba in ogni telegiornale
Una Napoli che puzza di ragù di malavita
Di spaghetti cocaina e di pizza margherita
 
Di una Napoli abusiva paradiso artificiale
Con il sogno ricorrente di fuggire e di emigrare
E di un popolo che a scuola ha creato nuovi corsi
E la cattedra che insegna qual'e' l'arte di arrangiarsi
 
Io non posso più accettare l'etichetta di terrone
E il proverbio che ogni figlio e' nu bello scarrafone
E mi rode che Forcella e' la kasba del furbone
Che ti scambia con il pacco uno stereo col mattone
 
Se io fossi San Gennaro giuro che vomiterei
La mia rabbia dal Vesuvio farei peggio di Pompei
E poiché c' ho preso gusto con la scusa del santone
Io ritengo che sia giusto fare pure qualche nome
 
Chiedere a Pino Daniele che fine ha fatto terra mia
Siamo lazzari felici quanno chiove 'a pecundria
Napule e' 'na carta sporca Napule e' mille paure
Ma pe' chiste viche nire so' passate 'sti ccriature
 
Da Pontano a Paisiello Giulio Cesare Cortese
Da Basile a Totonno Petito fino a Benedetto Croce
Da Di Giacomo a Viviani poi Caruso coi Parisi
Da Totò ai De Filippo fino a Massimo Troisi
 
C'e' passato Genovesi e Leopardi con orgoglio
La romantica Matilde e il mattino di Scarfoglio
Filangieri Cardarelli tutto l'oro di Marotta
C'e' passata la Madonna che ora vedi a Piedigrotta
 
Un Luciano De Crescenzo Bellavista di Milano
E Sofia che da Pozzuoli oggi parla americano
Un Roberto De Simone che le ha preso pure il cuore
Ora cerca di sfruttarla Federico Salvatore
 
Ma non posso tollerare chi si arroga poi il diritto
Di cambiare e trasformare tutto ciò che e' stato fatto
Di chi vuol tagliar la corda con la vecchia tradizione
Di chi ha messo nella merda la cultura e la canzone
 
Io non posso sopportare che un signore nato a Foggia
Porta Napoli nel mondo e la stampa lo incoraggia
E che il critico ha concesso al neomelodico l'evento
Di buttare in fondo al cesso Napoli del novecento
 
Perché ancora io ci credo e mi incazzo ve lo giuro
Che Posillipo e Toledo li divide un vecchio muro
Come quello di Berlino che ci spacca in due metà
Uno e' figlio 'e bucchino l'altro e' figlio 'e papà
 
Se io fossi San Gennaro giuro che mi vestirei
Pulcinella Che Guevara e dal cielo scenderei
Per gridare alla mia gente tutto ciò che mi fa male
E finire da innocente pure io a Poggioreale
 
Perché come Gennarino sono vecchio in fondo al cuore
La speranza Iervolino può lenire il mio dolore?
Io ho capito che la vita e' solo un viaggio di ritorno
Che domani e' gia finito e che ieri e' un nuovo giorno
 
Sembra un gioco di parole ma mi sento più sicuro
Coi progetti dal passato e i ricordi del futuro
E alla fine del mio viaggio chiedo a Napoli perdono
Se ho cercato con coraggio di restare come sono.
 
Federico Salvatore
 
June 24

Los Dictadores

 

de Canto General (1950) 

Ha quedado un olor entre los cañaverales:
Una mezcla de sangre y cuerpo, un penetrante
Pétalo nauseabundo.
Entre los cocoteros las tumbas están llenas
De huesos demolidos, de estertores callados.
El delicado sátrapa conversa
Con copas, cuellos y cordones de oro.
El pequeño palacio brilla como un reloj
Y las rápidas risas enguatadas
Atraviesan a veces los pasillos
Y se reúnen a las voces muertas
Y a las bocas azules frescamente enterradas.
El llanto está escondido como una planta
cuya semilla cae sin cesar sobre el suelo
y hace crecer sin luz las grandes hojas ciegas.
El odio se ha formado escama a escama,
Golpe a golpe, en el agua terrible del pantano
Con un hocico lleno de légamo y silencio.

Pablo Neruda

June 23

Mordechai Vanunu ha bisogno del nostro aiuto

 

L’ingegnere israeliano Mordechai Vanunu ha lavorato per nove anni nel centro nucleare di Dimona.
Nel 1986 è stato sequestrato a Roma da un commando del Mossad, processato in Israele a porte chiuse e condannato a 18 anni di carcere per aver rivelato al giornale britannico Sunday Times l’esistenza di un programma nucleare militare israeliano, che lui ha visto e fotografato.
Nel 1986 lo stato democratico d’Israele aveva in dotazione 200 testate atomiche!
Programma nucleare che lo stato ebraico ha sempre negato.
Mordechai è stato scarcerato nel 2004, ma il 2 luglio del 2007 viene di nuovo condannato dalla “giustizia” israeliana a 6 mesi di prigione per aver rotto la sua “promessa di silenzio”, cioè per aver parlato di nuovo con la stampa.
L’8 luglio del 2008 ritornerà in tribunale per appellarsi contro la nuova sentenza di sei mesi!
Ci uniamo all'appello dell'ingegnere, nella speranza che i media amplifichino questa ignobile e vergognosa operazione antidemocratica.

Lettera inviata a The People’s Voice e ad altri siti il 4 Giugno 2008. N.d.r.

Cari Editori,
Sono Mordechai Vanunu, colui che ha detto la verità sul programma israeliano per le armi nucleari nel 1986, e ho pagato con 18 anni della mia vita in una prigione israeliana. Sono stato rilasciato nell’aprile 2004, ma Israele mi ha negato i miei diritti umani di libertà di parola e di libertà di movimento non permettendomi dal 1986 sino ad oggi nel 2008 di lasciare il paese.
L'8 luglio 2008 ritornerò in un tribunale per appellarmi contro una nuova sentenza a sei mesi di prigione per aver parlato a dei media stranieri dopo il mio rilascio nel 2004. Chiedo che i media riportino il mio caso e gli sforzi degli avvocati e dei cittadini norvegesi per garantirmi asilo politico.
Israele afferma che detengo ancora un segreto sul loro impianto nucleare sotterraneo-- un posto in cui non sono stato in 23 anni e in cui non sono nemmeno mai stati gli ispettori internazionali per l'energia atomica.
Ho detto tutto ciò che sapevo sul programma israeliano per le armi nucleari nel 1986 perché ascoltai la voce della mia coscienza e volevo evitare guerre nucleari. Dal 2004 ho parlato con migliaia di turisti e pellegrini a Gerusalemme est e registrato ore di video disponibili sul Web. 
Israele è stato fondato a condizione del sostegno alla Dichiarazione Universale dell'Onu sui Diritti Umani. Io chiedo al mondo che richieda ad Israele di onorarla e non solo in questo caso.
Ognuno ha il diritto di lasciare qualunque paese, incluso il proprio, e di ritornare al proprio paese--articolo 13-2.
Ognuno ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione; questo diritto include la libertà di mantenere opinioni senza alcuna interferenza e di ricercare, ricevere e comunicare informazioni ed idee attraverso qualunque media indipendentemente dalle frontiere.

Edito su Disinformazione

June 22

Walter Veltroni

 
Walter Veltroni, ma anche Uolter Ueltroni o Valter Weltroni, detto Water è un Walter Texas Ranger. Nasce a Roma il 25/12/1968 da Massimo D'alema e Maurizio Costanzo. È uno dei leader politici italiani più doppiogiochisti della seconda repubblica delle Banane. Sembrerebbe (secondo alcune voci di corridoio) che Walter Texas Ranger Veltroni durante i primi anni della sua vita abbia militato come adepto del Berlusconesimo. È notoria la sua debolezza di stomaco e la sua asessualità.

Vista la sua ascendenza, non deve sorprenderci il fatto che sia raccomandato, nonché politicamente non inquadrabile nell'arena politica, nella quale potrebbe rappresentare tanto i nuovi comunisti pederasti, quanto i nazionalfascisti di Storace. In realtà egli nacque sull'onda del '68 per volere del Maligno, che possedette il corpo dell'ignaro Massimo D'alema durante il concepimento. que così questa strana forma di AntiCristo che, col suo buonismo e quell'aria da finto ingenuo, incarna a prima vista l'idea di persona pia e benefattrice; in realtà Topo Gigio (nome che gli è stato dato per renderlo più simpatico ai giovani) ha l'arcano compito di eliminare quanto prima nei giovani d'oggi ciò che è rimasto di quelle idee di lealtà e rispetto reciproco nate nel '68, e oramai portate avanti solo da Babbo Natale e Marilyn Manson. Ovviamente per raggiungere questo obiettivo, non fa altro che catalizzare sulla sua figura di uomo buono e gentile tutto l'odio della popolazione civile. La sua arma dialettica principale è la contraddizione, tipica fino a qualche anno fa solo di un altro leader politico, con la quale è sicuro di convincere tutti, dai Gesuiti ai Black block passando per lo stesso Berlusconi.  

Fu proprio per scelta della madre, Maurizio Costanzo, che si infiltrò fin da giovane nel Partito Comunista, come spia per conto dell'Emerito Capo. Presenta da subito attitudini politiche tanto che a 16 anni è già assessore alla comunicazione dei numeri del contatore dell'acqua di Locate di Triulzi. A 18 anni incontra la donna che lo accompagnerà con gran parte della sua vita (nel senso letterale del termine), tale Platinette; dopo anni di astinenza sessuale con Veltroni, diventerà famosa per aver cambiato sesso una dozzina di volte. "Ho cambiato sesso dodici volte affinché di me non si parli solo per la mia relazione con coso" dichiarò in tv dall'ex suocera Costanzo, la quale da allora disconobbe il figlio e adottò subito la balenottera (poi si scoprì solo per creare un nuovo caso umano e fare odience). Dopo il litigio con la madre, questa raccontò al suo ex-marito Massimo D'alema la carriera di spia anticomunista del Veltroni. D'Alema, che riteneva fino ad allora il figliolo solo un povero babbeo, sorpreso per le sue doti nascoste lo nominò sindaco di Roma. Dopo un'esperienza politica noiosissima, ma soprattutto dopo un colloquio con un emissario del suo vero padre, decise che era il momento per il grande balzo: diventare sindaco d'Italia. Per fare ciò creò dal nulla un nuovo movimento politico, il Partito Democratico, che già nella sigla (P.D.) contiene un'evidente richiamo a una comunissima bestemmia.

Secondo l'Apocalisse Veltroni, dopo aver reso anticomunisti tutti i giovani di sinistra, riuscirà a far convogliare tutte le forze politiche nazionali verso l'estremo centro. Dopodiché, dato il paradosso politico creatosi, si aprirà un buco nero per gli inferi in Piazza San Pietro che inghiottirà lui e tutti coloro che ingenuamente lo hanno votato, Papa compreso. Dopodichè trasformerà il mondo in un gigantesco allevamento di tacchini e pollastre. Da qui in avanti, come tutti sapranno, inizierà l'epica lotta fra Papa Mazinga e Satana che segnerà il destino dell'universo.

 

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Tratto dalla voce Veltroni su Nonciclopedia

June 20

Vicenza, il Tar dice no alla base: manca l'ok della popolazione

 
Nessuna traccia scritta dell'assenso italiano
 
Niente ampliamento della base Usa a Vicenza. Motivo? I cittadini non sono stati consultati. Lo annuncia il Tar del Veneto in una sentenza destinata a fare giurisprudenza. Il verdetto del Tar arriva dopo l’esposto presentato dal Codacons, che aveva raccolto le proteste dei cittadini vicentini, in gran parte contrari all’ampliamento dell’aeroporto militare Dal Molin.

Nelle motivazioni depositate dal tribunale amministrativo, si spiega che la base americana non può essere ingrandita poiché è mancata la consultazione della popolazione interessata, nonostante fosse prevista dal memorandum Usa-Italia che aveva sancito l’ok italiano alle richieste americane.

Inoltre, secondo il Tar del Veneto non «è stata riscontrata» nessuna traccia di documenti che testimonino il consenso «presentato dal Governo Italiano a quello degli Stati Uniti d'America, espresso verbalmente nelle forme e nelle sedi istituzionali». Ma considerando «l'importanza della materia trattata», un sì a voce non basta, perché «ogni determinazione deve essere emanata con atto formale e comunque per iscritto».

Per il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, si tratta di «una sentenza di grande sensibilità giuridica e civile che dà ragione a tutta quella parte di popolazione che lamentava si volesse modificare l'habitat e l'ambiente della città di Vicenza senza nessuna partecipazione dei cittadini».

Nel ricorso, il Codacons aveva presentato come elementi a sfavore del raddoppio del Dal Molin «la violazione dell'art.11 della Costituzione sul ripudio della guerra come strumento di offesa e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; la violazione degli art. 80 e 87 della Costituzione, sull'obbligo di ratifica con legge dei trattati internazionali di natura politica; la violazione dei trattati di Maastricht, Amsterdam e Nizza, laddove per i principi di politica estera e di sicurezza comune definiti Pesc c'è la necessità del parere favorevole del Consiglio Europeo.

La battaglia contro l’ampliamento, portata avanti in particolare dai No Dal Molin, va avanti ormai da anni: qualche spiraglio nella soluzione della questione si è aperto con l’elezione, nell’aprile scorso, del nuovo sindaco di Vicenza, Achille Variati, che da sempre ha sostenuto il referendum sulla base. Ora la sentenza del Tar conferma che il parere dei cittadini di Vicenza è indispensabile per decidere delle sorti geopolitiche e ambientali della città.
 
 
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